Sebbene il vino inglese non sia il più rinomato e venduto all’interno del mercato mondiale, nel Galles sono presenti alcune produzioni di rilevanza.

Uno dei vitigni inglesi più antichi è probabilmente il vitigno “Pinot di Wrotham”, che probabilmente venne importato dai romani nella regione, quindi avente una storia risalente all’incirca a 2000 anni fa.

La scoperta della sua esistenza fu del tutto casuale, dovuta alla sua crescita spontanea avvenuta lungo la “via dei pellegrini”, in un modesto villaggio (chiamato appunto “Wrotham”) del Kent, dove il Wrotham Pinot cresceva spontaneamente e venne “scoperto” intorno a metà del 1900.

Il Pinot di Wrotham è fra i vitigni più somiglianti al Pinot Meunier, con cui è facilmente confondibile, ma in realtà geneticamente il Pinot di Wrotham è riconducibile al famoso “Pinot Noir”; inoltre a differenza del Pinot Meunier il Pinot di Wrotham ha un contenuto di zucchero più elevato.

Nell’immagine, il Pinot Noir (da Wikipedia)

Le foglie di questo vitigno sono resistenti alle malattie della vite più comuni e si distinguono per una elevata presenza di pelurie.

Rispetto al Pinot Meunier il Pinot di Wrotham ha un periodo di maturazione meno lungo, caratterizzato da due settimane di anticipo rispetto a quest’ultimo.

Tendenzialmente il Pinot di Wrotham viene considerato, storicamente, come riconducibile all’antico “Miller Borgogna”, o almeno così appare comunemente più probabile; quest’ultimo vigneto venne citato anche durante l’epoca vittoriana, durante la quale veniva ricondotto a un vigneto presente a Tortworth (Gloucestershire), ritenuto un vitigno tra i più antichi persino all’epoca.