Avete sentito parlare del vino “primitivo” e siete incuriositi dal nome? In questo articolo spieghiamo brevemente la storia del vitigno “Primitivo” (da cui deriva l’omonimo vino) e perché si chiama così.

Perché il vino si chiama “primitivo”?

In origine il nome del vitigno fu “zagarese”, ma venne nominato poi “primitivo” (e qui arriviamo al perché del nome) rifacendosi al latino “primativus” (che significa “precoce”): il vino “primitivo” quindi si chiama così perché le uve del vitigno da cui si produce maturano prima delle altre, precisamente ad Agosto.

La storia del vino “Primitivo”

La storia del vitigno “primitivo” probabilmente vede l’Italia quando questo vino viene importato da parte degli illiri e commercializzato nel mondo antico tramite l’uso del commercio marittimo e quindi del mediterraneo. La prima volta che si procedette a classificare questo vitigno il merito fu di Francesco Filippo Indelicati, ecclesiastico con l’incarico di primicerio nella chiesa di Gioia del Colle, il quale si accorse di un vitigno particolare, che arrivava prima degli altri alla maturazione all’interno della sua vigna. Si trattava di un vitigno dotato di uve nere e dolci, da vendemmiare nel mese di Agosto.

 

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