Perché il vino si chiama “Est Est Est”? Storia del nome del vino “Est! Est!! Est!!!”

Vino
Pixabay immagine da “Gadini”

Vuoi sapere perché il vino si chiama est est est? Eccoti accontentato: questo vino bianco, originario della zona di Viterbo, prende il suo nome da un’antica leggenda.

La leggenda racconta che durante l’anno 1111 Enrico V di Germania cercava di arrivare a Roma con il suo esercito con l’obiettivo di ottenere dal papa di allora, Pasquale II, la corona di Imperatore del Sacro Romano Impero; Enrico era accompagnato da un conoscitore dei vini sopraffino, un tale vescovo chiamato Johannes Defuk. Poiché Johannes intendeva assaggiare e scoprire qualsiasi vino di grande rilievo, anche durante il suo viaggio a seguito dell’imperatore si organizzò attentamente e inviò il proprio coppiere, chiamato Martino, alla ricerca dei vini migliori lungo la strada di Roma, in maniera tale che precedendolo potesse indicare i vini migliori prima ancora del suo arrivo. Nel caso in cui il coppiere Martino avesse trovato un vino degno di attenzione avrebbe dovuto usare un linguaggio in codice: scrivendo “Est” (ovvero “c’è”) nei pressi della porta della locanda (l’espressione completa sarebbe stata “est bonum”, ovvero “c’è (il vino) buono”. Quando un vino fosse stato particolarmente buono la scrittura sarebbe mutata in “Est Est”. Martino il coppiere quindi si recò in varie zone lungo la strada di Roma, sino ad arrivare a Montefiascone. Lì Martino assaggiò il vino del luogo, riconoscendone una qualità eccezionale, superiore certamente ai migliori; a questo punto il coppiere decise di “aumentare la dose” di est e scrivere per ben tre volte il segnale concordato. Ecco quindi spiegato il perché il vino si chiama “Est! Est!! Est!!!”, questo sarebbe il messaggio che Martino il coppiere avrebbe scritto per indicare la presenza del vino eccezionale.

Epilogo della storia del nome del vino “Est! Est!! Est!!!”

Il vescovo intenditore di vini Johannes Defuk quindi raggiunse Montefalcone e si trovò ad assaggiare il decantato vino bianco, trovandolo di grandissimo pregio e qualità; a questo punto rimase tre giorni nel paese, e quando la missione dell’imperatore ebbe fine decise persino di tornare nel paese rimanendovi sino alla sua morte (pare avvenuta per eccesso di consumo alcolico).

Sarebbe stato spolto nella chiesa di San Flaviano e, pensate un po, ancora oggi si può leggere l’iscrizione della sua tomba (qui la foto), di cui riportiamo l’epitaffio tradotto in italiano: “Per il troppo EST! Qui giace morto il mio signore Johannes Defuk” (la sepoltura venne curata dal servo Martino). In eredità alla cittadina di Montefiascone il vescovo lasciò agli abitanti una cospiqua eredità: ben 24.000 scudi, a condizione che per ogni anniversario della sua stessa morte venisse versata una bottiglia di Est Est Est nel suo sepolcro, una tradizione che pare venne rispettata per secoli.

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