Il Negroamaro è una varietà di uve rosse tipica della Puglia, nonché uno degli ingrediente di uno dei vini tradizionali Pugliesi, il “Negroamaro di Terra d’Otranto” (di cui almeno il 90% delle uve devono essere da vigneti di Negoramaro, mentre il restante 10% può essere costituito da uve di vitigni a bacca nera non aromatica nella zona omogenea di produzione, da sole o in maniera congiunta), nonché del celebre Salice Salentino.

Sinonimi

Il Negroamaro è chiamato spesso anche “Tonico”, “Nero leccese”, “Nicra Amaro”, “Niuri Maru, “Uva cane”, “Arbese”.

Storia del nome (etimologia)

Il nome della varietà di uve “Negroamaro” deriva probabilmente dal profondo colore scuro delle uve, come è fra l’altro suggerito dal nome stesso, che si pensa essere composto dall’unione della parola latina “niger” e della parola greca “μαύρο” (che si legge “mávro”), entrambe usate per indicare il colore nero.

Luogo di coltivazione

Il Negroamaro è coltivato in tutta la Puglia, ma una presenza più forte è riscontrabile nell’area del Salento.

Caratteristiche della pianta

Le foglie del negroamaro sono di forma pentagonale, piuttosto ampie, con nervature esposte, relativamente protuberanti; le foglie della pianta cadono verso fine novembre, dopo essersi colorate di rosso e di sfumature violacee durante l’autunno.

Caratteristiche del frutto

Il Negroamaro fiorisce verso maggio inoltrato, arrivando alla maturazione del frutto fra la fine di settembre e l’inizio di ottobre; il frutto del negroamaro è piacevolmente violaceo, dalla buccia spessa, dalla forma obovoide e dagli acini mediamente grandi.

Sapore

Le bacche del Negroamaro sono di sapore neutro, mentre i vini prodotti con le uve del Negroamaro tendono ad assumere un sapore pieno ed armonico, nonché una colorazione rosso rubino.

Note per la coltivazione

Il negromaro è resistente a buona parte delle malattie classiche delle uve, come la pernospora e l’oidio, e può resistere anche a leggere brinate; è invece una pianta piuttosto sensibile alle muffe grige.


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