Quando si cercano i vini tipici di una regione italiana è facile ritrovarsi davanti alla scritta “DOC“; ma che cosa significa questa sigla?

Doc è un acronimo che sta a indicare “denominazione di origine controllata“, quindi un appellativo che viene usato in enologia per certificare un’area di origine e specifica per la raccolta delle uve che verranno impiegate per realizzare il vino in questione, su cui viene pertanto appuntata in bottiglia la dicitura “Doc”.

L’appellativo “DOC” è un marchio?

Anche se quindi “Doc” non sta a indicare in maniera precisa un marchio, è comunque una denominazione utile per distinguere la specificità, che non diventa marchio in quanto comune verso un vasto insieme di prodotti.

Il procedimento per farsi assegnare l’appellativo di “DOC”

Prima della fase di commercializzazione i vini classificati come DOC devono essere analizzati durante la produzione per mezzo di analisi chimico-fisica, nonché di esame organolettico. Questi esami dovranno servire a certificare i requisiti necessari al disciplinare di produzione; qualora non venisse rispettato l’insieme dei requisitirichiesti il vino non potrà vedersi assegnato l’appellativo di “DOC”.

La storia del “DOC”

Con il decreto-legge del 12 luglio 1963 n°930 venne istituita la denominazione di origine controllata.

La Doc e la Dop

Dal 2010 la classificazione Doc viene classificata come compresa nella categoria comunitaria DOP (denominazione di origine protetta), così come anche la denominazione di origine controllata e garantita (sigla DOCG).