Corpo del vino: cosa significa?

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Vino
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Diamo subito una definizione di cosa sia il “corpo”, del vino, termine fondamentale per poter descrivere accuratamente un vino.

Immaginiamo di mettere in un recipiente del vino e di poter separare da questo l’alcol e l’acqua al suo interno: ciò che rimane prende il nome di “corpo” del vino.

Quando si vuole analizzare un vino al palato è fondamentale capire il corpo del vino, che può essere di tre tipologie: corpo leggero, corpo medio e corpo pieno; per capire velocemente la differenza di “peso” nel gusto fra queste tipologie di corpo può essere utile l’esempio di come viene percepito al nostro palato rispettivamente il latte scremato, il latte intero e la crema.

A parte l’esame visivo, per cui osservando la resistenza del vino alla rotazione del bicchiere (si eviti tuttavia di eccedere nell’ossigenazione, specialmente dei vini bianchi) si può avere già un’idea del corpo del vino a cui ci si trova di fronte, uno dei fattori più incidenti nella tipologia di corpo che caratterizza il vino è dipendente dalla quantità di alcol, fattore che ci aiuta molto essendo il tasso alcolico sempre riportato nell’etichetta, che ne caratterizza di per sé la viscosità del vino.

Schema “generico” sul rapporto fra tasso alcolico e corpo del vino:

  • I vini che rimangono sotto al tasso del 12% alcolico sono normalmente definiti come dal corpo leggero
  • I vini con un tasso alcolico compreso fra il 12 e il 13% presentano di tendenza un corpo medio
  • I vini che eccedono un tasso alcolico del 13/14 % sono spesso da considerare di corpo pieno

Per essere più precisi, ad ogni modo, è corretto ricordare che, essendo il corpo del vino la componente “secca” di quest’ultimo, è naturale che il “residuo fisso” sia in buona parte legato a vari fattori, come i polifenoli, gli acidi fissi, i sali minerali, gli zuccheri, eccetera.

Spesso viene indicato in bottiglia anche il residuo fisso del vino, fattore che unito al tasso alcolico può senz’altro fornirci maggiori indizi su come identificare il corpo del vino preso in esame: fra gli 8 e i 15 grammi/litro di residuo infatti generalmente abbiamo vini dal corpo leggero, da qui sino ai 27/28 grammi per litro abbiamo vini dal corpo medio, superiori ai 28 grammi per litro invece vini di corpo o, quando molto superiori a questo dato, vini dalla struttura vigorosa (solitamente si tratta di vini passiti).

Normalmente i vini rossi presentano un corpo maggiore rispetto ai vini bianchi, in particolare a causa della loro differenza nel contenuto di tannini, i quali conferiscono al vino l’astringenza (la sensazione di secchezza e rugosità, tipica anche dei tè ad alto contenuto di catechine); nonostante questa differenza generale esiste la possibilità che un vino bianco abbia un corpo maggiore rispetto a un vino rosso, come può succedere spesso ad esempio con lo Chardonnay.

Generalmente i vini dal corpo eccessivamente magro derivano da uve danneggiate o che abbiano subito lavorazioni errate, i vini dal corpo debole invece hanno una struttura ristretta, pertanto si consiglia di consumarli giovani. I vini così detti “di corpo” hanno raggiunto il giusto equilibrio a seconda di grado di maturazione e tipologia di uve, a seconda della varietà impiegata.

Quando invece abbiamo un corpo eccessivamente pesante, quest’ultimo può derivare o dal fatto che i vini in questione richiedano un periodo maggiore di invecchiamento o dal fatto che i vini siano derivanti da uve che abbiano subito errori durante la fase di lavorazione.


Bibliografia consigliata per approfondire


Altri approfondimenti:

Capita spesso che vi sia un collegamento fra il corpo del vino e la tipologia di clima preferita dalla vite: i vini più corposi provengono in molte occasioni da climi aridi e secchi, mentre i vini dal corpo più leggero da climi più freschi.

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