Addolcire il vino in damigiana è una pratica piuttosto antica, precedente ai tempi degli antichi romani e la cui origine è persa nei meandri del tempo.

Sebbene in passato fosse praticata in maniera differente, usando cibi già zuccherati come miele, fichi secchi o datteri, oggi per addolcire il vino in damigiana pare basti un po di zucchero di canna o di barbabietola, un po’ d’acqua e qualcosa per scaldare il tutto: viene infatti spesso suggerito di sciogliere lo zucchero in una quantità pari alla metà del suo volume in acqua (2 unità di zucchero per ogni unità d’acqua) e aggiungerlo alla damigiana; chiaramente le dosi possono anche variare in merito all’esperienza alla tipologia di addolcimento del vino in damigiana che ciascuno preferisce.

Alcuni suggeriscono l’aggiunta di sorbato di potassio, nelle dosi consigliate da un professionista, per rendere meno rapida l’azione del lievito.

 



Per normativa potrebbe essere non permesso l’aggiunta di zucchero in damigiana in alcune produzioni, specialmente commerciali: consigliamo di informarsi sulle normative vigenti.

Quanto appena riportato è solo un insieme di note su come generalmente potrebbe essere indicato il procedimento necessario per addolcire il vino in damigiana ma non rappresenta e non vuole rappresentare in maniera assoluta un parere professionale: prima di attuare modifiche consistenti al vino è consigliabile chiedere sempre un riscontro professionale enologico, nonché fare delle operazioni accurate, per evitare di rovinare risorse preziose.

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