L’agiorgitiko (scritto in greco “Αγιωργίτικο”) è una varietà di uve rosse tipica della Grecia, probabilmente tra le più diffuse all’interno del paese (foto apposita cliccando qui).

L’area dove si trovano tipicamente coltivati i vigneti di Agiorgitiko è quella di Nemea, che si trova lungo il Peloponneso.

  • Vitis vinifera “Agiorgitiko”
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Altre aree dove spesso si trova coltivata questa varietà di uve sono le regioni dell’Attica e della Macedonia; si può trovare quindi anche presso il Peloponneso nelle zone di Corinthia, Argolida, Messinia, e poi nelle zone di Sterea Hellas, della Tessaglia e di Evia (chiamata anche Negroponte o Eubea).

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L’agiorgitiko è una varietà di uve rosse tra le più importanti della Grecia; diffusi in maniera capillare infatti i vigneti di agiorgitiko producono vini rossi morbidi e spesso altamente tannici. In alcuni casi le uve dell’agiorgitiko (specie nella zona dell’Epiro, in particolare presso Metsovo) vengono mischiate al Cabernet Sauvignon per la realizzazione del famoso vino “katoi”. L’agiorgitiko viene impiegato in una certa misura anche per fare vini rosati, specialmente presso Nemea. Le uve di agiorgitiko producono solitamente vini fruttati, ma poco corposi e caratterizzati da lieve acidità.

Una curiosità è come rimanga usanza ancora oggi produrre vini di agiorgitiko tipicamente aromatizzati, in alcune cantine, tramite prugne.

Sinonimi e altri nomi dell’agiorgitiko

L’agiorgitiko è conosciuto anche col nome di: Aghiorghitico, Aigeorgitiko, Mavro (nero o scuro), Mavro Nemeas, Mavronemeas, Mavrostaphylo Mavraki, Mavroudi Nemeas, Nemeas Mavro e Nemeas Mavroudi.

Coltivazione dell’agiorgitiko

Per quanto riguarda la coltivazione dell’agiorgitiko, questa pianta di vite dà il meglio di se coltivata in terreni asciutti, giungendo a maturazione tardiva verso la metà del mese di settembre. Nello specifico, l’agiorgitiko si presenta con uve dalla buccia spessa e raccolti in grappoli non troppo carichi, è piuttosto sensibile alle malattie, quindi alle infezioni da virus, muffe, funghi; un altro punto di debolezza nella coltivazione dei vigneti di agiorgitiko è la possibile carenza di potassio (in questa pagina puoi vedere una foto di una foglia di vite della varietà agiorgitiko sottoposta a carenza di potassio) nei terreni poveri. In compenso le uve dell’agiorgitiko sono ritenute molto pregiate e resistono bene alle temperature più alte, nonostante preferisca comunque zone leggermente rinfrescate. Sembra infine che l’agiorgitiko produca uve di qualità migliore, anche se ristretta, quando seguita nella potatura invernale.

Sono varie le ricerce in campo accademico per creare varietà di agiorgitiko più resistenti alle malattie.

Storia e leggende sull’agiorgitiko

Nell’ambito dell’ampelografia le viti di agiorgitiko vengono solitamente considerate come originarie del Peloponneso, in particolare dalla zona dell’argolide e nelle vicinanze di Corinto. Dal punto di vista storico, sebbene esistano delle voci riguardanti una presunta antichità risalente all’antica Grecia delle viti, sappiamo che il nome agiorgitiko significa “uva di San Giorgio” e che probabilmente la coltivazione derivi da una tradizione portata avanti dai monaci di San Giorgio del bosco di Feneos. È anche vero tuttavia, che esistono numerose leggende riguardanti la varietà dell’Agiorgitiko, che vedono il vino come una varietà locale di Nemea, se non addirittura come il favorito da Agamennone. Di vero sicuramente c’è il fatto che il vino di Agiorgitiko venga chiamato a nemea anche col nome di “Sangue di Ercole”, in quanto ritenuto collegato con l’eroe che, sempre secondo una leggenda, l’avrebbe a suo tempo bevuto prima di uccidere il leone di Nemea.

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Presentazione power point sull’agiorgitiko: qui.